Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i composti organici volatili (COV) più pericolosi e cancerogeni troviamo:  Formaldeide (CH2O), Acetone (C3H6O), Toluene (C6H5CH3) 

  • Formaldeide (CH2O) conosciuta come formalina o formol. L’ Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), sin dal 2004, ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. Va considerato che le concentrazioni di formaldeide presenti normalmente all’interno degli edifici sono generalmente basse, mentre vanno accuratamente valutati i rischi per gli addetti alle lavorazioni industriali che impiegano formaldeide.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità  ha indicato, come limite massimo di concentrazione accettabile di formaldeide in casa, 100 microgrammi / metrocubo (pari a 0,1 parti per milione – ppm).

Dal 1º gennaio 2016, la formaldeide è passata dalla classificazione di “sospettato di provocare il cancro” a “può provocare il cancro” (Regolamento (UE) N. 605/2014).

Utilizzo: Tra gli additivi alimentari (E240)  è usata come conservante  dei prodotti alimentari affumicati e non solo. E’ presente nella vernice collante di pannelli in legno; nei pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti e nelle pareti divisorie degli uffici. Negli anni tende a volatilizzarsi nell’ambiente circostante. Viene impiegata nella tintura tessile, con lo scopo di migliorarne le solidità all’acqua ed ai lavaggi in generale.

  •  Acetone (C3H6O),
  • Toluene (C6H5CH3): nonostante la sua nocività, viene occasionalmente usato anche come agente pulente. Insieme al benzene ed allo xilene forma la terna degli idrocarburi aromatici più importanti nell’industria.
  • 1-Butanolo (C4H10O),
  • Butanale (C4H8O),
  • m-Xilene (C8H10),
  • 1,3-Butadiene (C4H6),
  • Tricloroetilene (C2HCl3)
    L’azione fotocatalitica delle nanoparticelle di biossido di titanio permette di decomporre i COV in sostanze innocue come CO2 e acqua. Buona parte della CO2 prodotta durante la decomposizione reagisce all’interno dei pori del cemento formando semplice calcare inerte (CaCO3).
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