Il particolato è l’inquinante atmosferico che provoca i maggiori danni alla salute umana in Europa. È costituito da particelle che fluttuano nell’aria, solide e liquide con diametro  0,1 – 100 μm.

PARTICOLATO PM10  identifica le particelle di diametro meno di 10 μm (1 μm = 1 millesimo di millimetro), che penetrano nei polmoni e sono:
1) componenti chimici: solfati, nitrati, ammonio e da una  frazione carboniosa (nerofumo) dovuta alla combustione;
2) metalli pesanti: arsenico, cadmio, mercurio, nickel…
Origine: Alcune particelle vengono emesse direttamente nell’atmosfera, altre si formano come risultato di reazioni chimiche che coinvolgono i gas precursori ( l’anidride solforosa, gli ossidi di azoto, l’ammoniaca e i composti organici volatili).
Il PM10 può avere anche origine naturale (ad esempio erosione dei suoli, eruzioni vulcaniche, incendi di boschi e praterie, aerosol marino).
Valori limite consentiti dalla legge (D.Lgs.155/2010)

PARTICOLATO FINE PM2,5 (minore di 2,5 micron) è composto da particelle solide e liquide; penetrano nei polmoni ed entrano nel flusso sanguigno. La frazione carboniosa (nerofumo) costituisce uno dei componenti principali del PM2,5.
Secondo il rapporto dell’OMS «Rassegna delle prove sugli aspetti sanitari dell’inquinamento atmosferico», un’esposizione al particolato 2,5  scatena:

  • l’aterosclerosi
  • crea problemi alla nascita
  • malattie respiratorie nei bambini
  • possibile collegamento con lo sviluppo neurologico, le funzioni cognitive e il diabete
  • rafforza il nesso di causalità tra PM2,5 e morti cardiovascolari e respiratorie.

ORIGINE: 1) emessi direttamente nell’atmosfera 2) origine naturale 3) come risultato di reazioni chimiche che coinvolgono i gas precursori-  l’anidride solforosa, gli ossidi di azoto, l’ammoniaca e i composti organici volatili.Il nerofumo, uno dei componenti comuni della fuliggine rilevato principalmente nel particolato fine, è il risultato della combustione incompleta di combustibili – sia di combustibili fossili che del legno. Nelle aree urbane le emissioni di nerofumo sono causate principalmente dal trasporto stradale, in particolare dai motori diesel. Sono dovuti alle attività umane anche gran parte dei gas precursori.

METALLI PESANTI- nel particolato atmosferico sono presenti metalli di varia natura:                             

  1. il cadmio e lo zinco sono originati prevalentemente da processi industriali;
  2. il rame e il nichel (Ni) provengono dalla combustione;
  3. il piombo (Pb) dalle emissioni autoveicolari è emesso quasi esclusivamente da motori a benzina e la granulometria dell’aerosol che lo contiene si colloca quasi integralmente nella frazione respirabile (PM10);
  4. l’arsenico (As) deriva dalle attività estrattive, dalla fusione di metalli non ferrosi e dalla combustione di combustibili fossili;
  5. il ferro (Fe) proviene dall’erosione dei suoli, dall’utilizzo di combustibili fossili e dalla produzione di leghe ferrose.

I composti inorganici del nichel, del cadmio e dell’arsenico sono classificati dalla Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come cancerogeni per l’uomoIl piombo ha un ampio spettro di effetti tossici, in quanto  interferisce con numerosi sistemi enzimatici.

OZONO (O3) –  Nel corpo umano provoca infiammazioni ai polmoni e ai bronchi. Inalare meno ossigeno rende il lavoro del cuore più difficile. Quindi, per le persone che già soffrono di disturbi cardiovascolari o respiratori, come l’asma, picchi di ozono possono essere debilitanti e persino fatali.
OrigineL’ozono a livello del suolo si forma come risultato di reazioni chimiche  tra gas precursori, come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili diversi dal metano. Anche il metano e il monossido di carbonio giocano un ruolo nella sua formazione. Le reazioni chimiche che producono ozono sono catalizzate dalla radiazione solare, di conseguenza questo inquinante è tipicamente estivo. L’immissione di inquinanti primari (prodotti dal traffico, dai processi di combustione, dai solventi delle vernici, dall’evaporazione di carburanti, etc.) favorisce, quindi, la produzione di un eccesso di ozono rispetto alle quantità altrimenti presenti in natura durante i mesi estivi. Gran parte dell’ozono presente in Europa è dovuto all’inquinamento.

BIOSSIDO DI AZOTO NO2 è un importante inquinante dell’aria che, come l’ozono, risulta dannoso per il sistema respiratorio. L’esposizione a breve termine all’NO2 può causare diminuzione della funzionalità polmonare, mentre l’esposizione a lungo termine può causare effetti più gravi come un aumento della suscettibilità alle infezioni respiratorie. L’NO2 è fortemente correlato con altri inquinanti, come il PM, perciò negli studi epidemiologici è difficile differenziarne gli effetti dagli altri inquinanti.
Origine: Il biossido di azoto (NO2) si forma prevalentemente dall’ossidazione di monossido di azoto (NO). Questi due gas sono noti con il nome di NOx. Le maggiori sorgenti di NO ed NO2 sono i processi di combustione ad alta temperatura (come quelli che avvengono nei motori delle automobili o nelle centrali termoelettriche). L’NO rappresenta la maggior parte degli NOx emessi; per gran parte delle sorgenti, solo una piccola parte di NOx è emessa direttamente sotto forma di NO2 (tipicamente il 5-10 %). Fanno eccezione i veicoli diesel, che emettono una proporzione maggiore di NO2, fino al 70% degli NOx complessivi, a causa del sistema di trattamento dei gas di scarico di questi veicoli.
BENZENE  (C6H6) – È una sostanza chimica liquida e incolore dal caratteristico odore aromatico pungente. A temperatura ambiente volatilizza assai facilmente, cioè passa dalla fase liquida a quella gassosa. L’effetto più noto dell’esposizione cronica riguarda la potenziale cancerogenicità del benzene sul sistema emopoietico (cioè sul sangue). L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il benzene come sostanza cancerogena di classe I, in grado di produrre varie forme di leucemia. La classe I corrisponde a un’evidenza di cancerogenicità per l’uomo di livello “sufficiente”.
Origine:  85% trova impiego nella chimica come materia prima per numerosi composti secondari, a loro volta utilizzati per produrre plastiche, resine, detergenti, pesticidi, intermedi per l’industria farmaceutica, vernici, collanti, inchiostri, adesivi e prodotti per la pulizia. Il benzene è inoltre contenuto nelle benzine in cui viene aggiunto, insieme ad altri composti aromatici, per conferire le volute proprietà antidetonanti e per aumentarne il “numero di ottani”, in sostituzione totale (benzina verde) o parziale (benzina super) dei composti del piombo.

MONOSSIDO DI CARBONIO (CO), incolore e inodore, deriva dalla combustione di combustibili con difetto di aria e cioè quando il quantitativo di ossigeno non è sufficiente per ossidare completamente le sostanze organiche. A livelli di concentrazione nel sangue pari al 10-20% il soggetto avverte i primi sintomi: lieve emicrania e stanchezza.

Origine: traffico veicolare (circa l’80% delle emissioni) , in particolare dai gas di scarico dei veicoli a benzina. La concentrazione di CO emessa dagli scarichi dei veicoli è strettamente connessa alle condizioni di funzionamento del motore: si registrano concentrazioni più elevate con motore al minimo e in fase di decelerazione, condizioni tipiche di traffico urbano intenso e rallentato.

BIOSSIDO DI ZOLFO  .

Origine: è causato dalle eruzioni vulcaniche. A livello antropico, SO2 e SO3 sono prodotti nelle reazioni di ossidazione per la combustione di materiali in cui sia presente zolfo quale contaminante, ad esempio gasolio, nafta, carbone, legna, utilizzati, in misura molto maggiore sino a qualche anno fa, per la produzione di calore, vapore, energia elettrica e altro. Fino a non molto tempo fa, il biossido di zolfo costituiva il principale indicatore dell’inquinamento di origine umana.

IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI – BENZO(A)PIREN  (IPA) – CANCEROGENO costituiscono un numeroso gruppo di composti organici formati da uno o più anelli benzenici. In generale si tratta di sostanze solide a temperatura ambiente, sostanze scarsamente solubili in acqua, degradabili in presenza di radiazione ultravioletta ed altamente affini ai grassi presenti nei tessuti viventi.Ha una struttura con cinque anelli aromatici condensati ed è indicatore dell’intera classe di composti policiclici aromatici. 9  persone su 100.000 esposte a una concentrazione di 1 ng/m3 di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro.

Origine: Gli IPA  sono contenuti nel carbone e nei prodotti petroliferi (particolarmente nel gasolio e negli oli combustibili). Essi vengono emessi in atmosfera :

  • come residui di combustioni incomplete in alcune attività industriali (cokerie, produzione e lavorazione grafite, trattamento del carbon fossile) e nelle caldaie (soprattutto quelle alimentate con combustibili solidi e liquidi pesanti);
  • emissioni degli autoveicoli ( diesel che benzina). La presenza di questi composti nei gas di scarico degli autoveicoli è dovuta sia alla frazione presente come tale nel carburante, sia alla frazione che per pirosintesi ha origine durante il processo di combustione.
  • combustione di biomassa legnosa per il riscaldamento domestico. L’Agenzia Europea per l’Ambiente:  2012, ’85% delle emissioni di B(a)P  dovuto alla combustione da riscaldamento.
  • Si forma per incompleta combustione di sostanze organiche a temperature comprese tra 300 e 600 °C. Per questo è presente (ad esempio) nel fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori diesel, nei fumi prodotti dalla combustione di biomasse e nelle carni bruciate.

La normativache  regolamenta la gestione della qualità dell’aria D. Lgs. 155 del 13/8/2010 e Direttiva UE 2008/50/CE)   tabella dei parametri normativi

Fonte: https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=110&idlivello=204