Il carbone attivo è un materiale che, con la sua struttura altamente porosa e ad elevata area specifica, è in grado di trattenere al suo interno molte molecole di altre sostanze, assorbendole nella sua estesa area superficiale. Grazie a queste caratteristiche, può essere utilizzato in diversi ambiti, come la filtrazione, rimozione delle sostanze organiche, deodorizzazione, decolorazione e declorazione di fluidi.
È necessario considerare, però, che non è in grado di separare la salinità o metalli pesanti disciolti (Pb, Cu, Zn, Ni, Cd, Fe, ecc.) o la durezza (Ca, CO3). Inoltre, una volta saturato, è necessario rimuoverlo e sostituirlo con nuovo carbone attivo.
Il carbone attivo si trova in due forme:
Granulare (o GAC): è formato da particelle di circa 0,8 mm (simili a quelle della sabbia) ed è utilizzato nel caso in cui sia necessario un materiale con pori piccoli e superficie specifica elevata;
In polvere (o PAC): è formato da particelle più minute ed è utilizzato nel caso in cui sia necessario un carbone attivo con pori più grandi e sia sufficiente una superficie specifica minore
In commercio esistono diversi tipi di carbone attivo, che possono essere identificati in base ai seguenti parametri principali:
Superficie specifica (mq/g): l’assorbimento è un fenomeno legato alla superficie di contatto, per cui superfici specifiche maggiori corrispondono ad assorbimenti maggiori;
Densità apparente (Kg/mc): questo valore, di poca importanza nella scelta iniziale del carbone, ha invece grande importanza quando si tratta di valutare la riuscita del processo di rigenerazione;
Volume dei pori (cc/g): questo valore è indicativo della capacità del carbone di assorbire sostanze a peso molecolare diverso;
Coefficiente di uniformità: è un indice di uniformità della granulometria del carbone ed è importante per la valutazione delle perdite di carico attraverso lo strato di carbone (e quindi per la valutazione dei consumi energetici);
Indice di iodio (mg/g): può essere correlato alla capacità del carbone attivo ad assorbire sostanze di basso peso molecolare, ed è definito come i milligrammi di iodio assorbiti da un grammo di carbone ad una concentrazione di 0.02N di iodio. E’ utile anche per valutare la riuscita del processo di rigenerazione.
Indice di melasso: indica la capacità del carbone di assorbire sostanze aventi alto peso molecolare.

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